CHI SIAMO

 

Ri-scatti ODV è un’associazione di volontariato che utilizza la fotografia come strumento di relazione, consapevolezza e inclusione sociale.
Lavora su tutto il territorio nazionale attraverso progetti partecipativi che coinvolgono persone che vivono condizioni di fragilità, marginalità o esclusione, offrendo loro uno spazio di espressione e di restituzione pubblica.

Per Ri-scatti la fotografia non è un fine, ma un processo: un modo per stare dentro le cose, attraversarle, dare forma a esperienze che spesso restano invisibili.
Ogni progetto nasce dall’incontro con un contesto reale e si sviluppa nel tempo, attraverso laboratori, ascolto, formazione e produzione condivisa delle immagini.


Un progetto che nasce dagli sguardo

Ri-scatti nasce nel 2014 da un’idea della giornalista Federica Balestrieri.
L’intuizione iniziale è semplice e radicale: affidare la macchina fotografica a chi, nella vita, non ha mai avuto la possibilità di raccontarsi.

Il primo progetto coinvolge persone senza dimora in un percorso di formazione fotografica che culmina in una grande mostra pubblica al PAC – Padiglione d’Arte Contemporanea, dando avvio a un rapporto continuativo che negli anni ha reso il PAC uno dei principali luoghi di restituzione pubblica dei progetti di Ri-scatti.
Non è un’operazione simbolica, ma un lavoro reale, strutturato, seguito nel tempo.

Da quell’esperienza nasce l’associazione, con l’obiettivo di continuare a costruire occasioni concrete di riscatto, senza semplificazioni né narrazioni che riducano le persone al loro disagio.


La fotografia come spazio di parola

Negli anni Ri-scatti ha lavorato con contesti e comunità molto diverse tra loro: persone migranti, adolescenti in cura ospedaliera, giovani sopravvissuti a eventi traumatici, vittime di bullismo, donne sfruttate dalla tratta, persone con disturbi del comportamento alimentare, detenuti e detenute, persone transgender e non-binary.

Ogni progetto è diverso dall’altro, ma il metodo resta coerente:
creare un ambiente protetto in cui l’immagine diventa linguaggio accessibile, capace di trasformare l’esperienza individuale in racconto condiviso.

La restituzione pubblica – mostre, libri, documentari – non è mai un’esibizione del dolore, ma un passaggio fondamentale: riportare quelle immagini nello spazio comune, dove possano essere guardate, ascoltate, discusse.


Un lavoro riconosciuto

Nel tempo Ri-scatti ha collaborato con istituzioni culturali, sanitarie e universitarie, enti pubblici e realtà del terzo settore, costruendo progetti che hanno trovato spazio in sedi museali, festival e circuiti editoriali.

Alcuni lavori hanno avuto una vita autonoma oltre il laboratorio, diventando libri, documentari e occasioni di confronto pubblico a livello nazionale.
Questo riconoscimento non è mai stato un obiettivo in sé, ma una conseguenza della serietà del lavoro svolto sul campo.


Oggi

Ri-scatti continua a sviluppare progetti che mettono al centro la presenza, il tempo e la responsabilità dello sguardo.
Non forma fotografi, ma persone che imparano a usare l’immagine per abitare meglio la propria storia e il proprio rapporto con gli altri.

La fotografia, quando è condivisa e necessaria, può ancora essere uno spazio di trasformazione reale.
Ri-scatti lavora esattamente in quel punto.

 

I MEMBRI DEL CONSIGLIO DIRETTIVO DI RI-SCATTI

 

 

PRESIDENTE
Stefano Corso

 

VICE-PRESIDENTE
Amedeo Novelli

 

CONSIGLIERI
Alessandra Albanesi
Rina Ciampolillo
Donatella Codonesu
Francesca Fossi
Andrea Picchio